Dal Villaggio all’Abbazia. Inaugurazione mostra archeologica e presentazione idea progettuale per la riqualificazione del monastero e del cd. “Orto del Prete”

Cari cittadini,

quasi per caso, durante gli scavi realizzati all’interno del nostro chiostro abaziale, abbiamo effettuato una scoperta straordinaria che ha attribuito una nuova data di nascita alla nostra Chiaravalle. Sino a poco tempo fa, gli studiosi erano inclini a datare le origini della nostra città alla realizzazione, nel XII sec., dell’abbazia cistercense. Con i reperti archeologici riportati alla luce possiamo ora affermare la presenza di un vero e proprio villaggio, risalente all’età del tardo bronzo recente. Una nuova storia della città, retrodatata di oltre duemila anni.

Euforici di tale scoperta, l’Amministrazione Comunale ha finanziato la ricerca, commissionando numerosi scavi ed indagini georadar, sotto la supervisione condotta dalla Soprintendenza Archeologica. Dopo anni di lavori, finalizzati a ricomporre i frammenti che mano a mano emergevano dal terreno, è finalmente giunto il momento dell’esposizione.

Domenica 10 dicembre alle 18.30 inaugureremo la mostra archeologica permanente “Dal Villaggio all’Abbazia“, situata al piano terra della Biblioteca Comunale. Due ore prima, grazie ad immagini d’archivio o scattate per l’occasione da alcuni fotografi chiaravallesi, potremo esplorare “Il Monastero ieri e oggi” (questo il titolo della mostra temporanea che dal 10 dicembre al 5 gennaio sarà possibile visitare lungo il corridoio del piano superiore della Biblioteca). E alle 17 della stessa domenica inaugurale, presso la Sala Piumini, dialogheremo con Maria Raffaella Ciuccarelli (Soprintendenza) e con Sonia Virgili (ArcheoLab) di questo percorso a ritroso “Dall’Abbazia cistercense al villaggio dell’età del bronzo“.

Ma il nostro sguardo non può non rivolgere al futuro. Dopo anni passati a riqualificare la città, da tutti i punti di vista, è giunto il momento di soffermarsi al cuore di Chiaravalle – appunto l’intero complesso monastico, ivi compreso il cosiddetto “orto del prete”.

Venerdì 15 dicembre alle 21, presso il Teatro Valle, proveremo pertanto ad allargare il nostro sguardo sull’intero complesso monastico, e lo faremo con la presenza e il supporto di vari relatori. Ci concentreremo prima sul progetto di riqualificazione del cosiddetto “orto del prete”, per poi considerare la struttura complessiva e gli interni del Monastero, condividendo con la cittadinanza idee, scaturite dal confronto con diverse associazioni, per il recupero di questo importantissimo bene storico ed architettonico della nostra comunità.

Una sfida che – ne siamo convinti – segnerà il futuro prossimo di Chiaravalle non solo nel senso della necessaria cura che il suo cuore antico merita di ricevere, ma anche in termini di rilancio turistico-culturale della nostra “Città più bella”.

Non mancate.

Damiano CostantiniStampa

CITTÀ PIÙ BELLA lo sfondo su cui si staglia la STAGIONE DI PROSA 2017-18 di Chiaravalle.

Maria Montessori intravedeva nella bellezza uno dei principi-cardine di quella “educazione cosmica” capace di orientare in senso armonico la crescita del bambino e, più in generale, il progresso dell’umanità.

Anche per questo – dopo La Città (In)Visibile, cittAcomedonnA, Città dei Diritti e Una città per pensare degli anni scorsi – è CITTÀ PIÙ BELLA lo sfondo su cui si staglia la STAGIONE DI PROSA 2017-18 di Chiaravalle.

E cosa più del teatro può rappresentare uno scrigno e un presidio di bellezza per la nostra cittadina? Una bellezza che esattamente 20 anni fa i chiaravallesi poterono (ri)scoprire dopo il lungo e delicato restauro del Teatro Comunale. Proprio per festeggiare il ventennale, il 28 ottobre la nuova stagione partirà in anteprima con l’intenso omaggio di Pamela Villoresi ad un’altra stella del palcoscenico e in generale a quella “scatola magica” che è il teatro.

Magica perché in grado di trasformarsi in tutto ciò che vogliamo e di fare da cassa di risonanza ad ogni vibrazione di cui è capace l’essere umano. Una polifonia che ben si rispecchia nel cartellone di quest’anno, oscillante tra profondità e leggerezza, tra impegno ed evasione, tra pagine immortali del teatro comico e mattatori della scena contemporanea, con un’attenzione particolare rivolta alle giovani promesse.

Ultime, ma solo in ordine cronologico, quelle del progetto VisionArea, che – quasi a chiudere un cerchio avviato nel 2014-15 con la dedica teatrale al poeta chiaravallese Massimo Ferretti – si concentreranno su un’altra figlia illustre di Chiaravalle e sulla sua ricerca sempre tesa all’educazione verso la libertà. Che è forse la forma più alta di bellezza.

Non mancate!