Tra pallonate e cantonate.

Saranno gli ultimi giorni di caldo prima dell’inizio della scuola, sarà l’entusiasmo dovuto all’arrivo nel campionato italiano di Cristiano Ronaldo… ma il pallone è e rimarrà sempre il passatempo preferito dei bambini.
E per fortuna! Sicuramente un gioco migliore e più salutare degli smartphone.
Certo che un po’ di attenzione in più non guasterebbe, soprattutto se si gioca lungo il corso Matteotti o in largo Risorgimento, dove un tiro troppo potente potrebbe danneggiare vetrine o bacheche.
Queste ultime, soprattutto, sembra che siano ancora più delicate delle vetrine… non tanto per il materiale con cui sono costruite, ma per lo scompiglio che si portano dietro!
È infatti bastata una pallonata di un bimbo distratto (il cui papà si è volontariamente offerto di riparare il danno) a mandare in frantumi la bacheca della CGIL che esponeva da mesi il manifesto “mai più fascismi” ad innescare un vortice di futili polemiche ed allarmi.
Nel corso della mattinata le testate locali hanno riportato i timori dell’ex “vicesindaco” Antonio Moscatelli (con tanto di foto sorridente come se fosse contento dell’accaduto), del PSI locale e, da ultimo, di Rifondazione Comunista.
Ma la fretta, soprattutto nel giudizio (oltre che nel calciare palloni) è cattiva consigliera. L’urgenza di denunciare serpeggianti e violenti fascismi ha fatto dimenticare agli autori che i fatti vanno prima verificati e poi commentati.
Nessun vandalismo e nessun gesto fascista dunque… solo una marachella di un bambino e il gesto civile di un genitore educato che spontaneamente si è preso le responsabilità del figlio e si è offerto di fare ammenda.
L’antifascismo è un valore sancito nella nostra Carta Costituzionale che va perseguito attraverso l’educazione e la consapevolezza e non va sbandierato o (peggio ancora) cavalcato per ottenere visibilità e consenso.
Per fare in modo che Chiaravalle sia sempre migliore servono educazione, rispetto e responsabilità… così come ha dimostrato il papà di questo bambino.