L’incapacità all’autocritica.

Ho letto le riflessioni del nuovo Consigliere Jacopo Falà, eletto nella lista guidata da Alessandro Bianchini. Un’analisi per comprendere quelle che lo stesso chiama “le ragioni profonde di un risultato così negativo” raggiunto dalla segreteria del PD.

Dal giovane consigliere mi sarei aspettato una critica interna al proprio schieramento e, soprattutto, una riflessione ponderata sulle scelte compiute dalla segreteria del PD dal 2013 ad oggi, pochi soggetti uniti in unico vano intento: cacciare questo Sindaco scomodo e tutti quei consiglieri, anche del PD, che lo hanno sostenuto, dilaniando in questo modo un patrimonio di uomini e donne e cioè la nuova classe dirigente del partito.

Ma nella riflessione di Falà non ho trovato nessun riferimento a questi concetti. Il suo ragionamento si sposta inspiegabilmente sul sottoscritto, indicato come il vero colpevole della loro sconfitta.

Il giovane consigliere mi contesta di aver ottenuto un vasto consenso all’ultima tornata elettorale attraverso un’operazione di revisionismo storico, realizzata tramite una critica nei confronti di tutte le giunte di sinistra degli ultimi 60 anni.

E’ improprio e fuorviante che il giovane Falà, anche per la sua storia politica personale e ai valori a cui si richiama, parli a nome di tutte le giunte di sinistra formatesi sino agli anni ‘80 e che paragoni le stesse a quelle sorte dagli anni ’90 sino ad oggi.

Tra i due periodi ci sono infatti enormi differenze, sia in termini di contenuti, di valori, di passione per la politica, di tutela dei cittadini e di spessore dei soggetti protagonisti. Del resto molti ex amministratori (penso al Sindaco Amadei, all’assessore Aquili, all’assessore Maiolatesi, all’assessore Giulianelli, all’on.le Maderloni e a tanti altri) si sono schierati con la nostra lista proprio perché coscienti del divario, da ogni punto di vista, tra le amministrazioni del passato e quelle sorte dagli anni ‘90. Il loro sostegno rappresenta un punto di orgoglio per Chiaravalle Domani e per il sottoscritto.

Rilegare nella teoria spicciola del revisionismo storico la motivazione del nostro successo significa non avere rispetto degli elettori (anche quelli del centro sinistra che ci hanno votato in massa) e cioè della loro capacità di analisi, di giudizio, della loro maturità politica.

I cittadini ci hanno premiato, con una percentuale mai vista in precedenza, per l’ottimo lavoro svolto nel precedente mandato dall’amministrazione comunale, per il ricambio generazionale attuato dal sottoscritto attraverso la fiducia prestata a tanti giovani che oggi rappresentano il futuro della vita politica chiaravallese e perché nei candidati della nostra lista hanno ritrovato quei valori e quella passione politica che tanti elettori, anche su fronti opposti, percepivano sino agli ’80 grazie all’operato delle amministrazioni in carica.

Il voto del 10 giugno pertanto non rappresenta una bocciatura della storia politica di Chiaravalle, ma la fine di una classe dirigente oramai non più credibile e sempre più lontana dai cittadini, responsabile di aver distrutto il centro sinistra nella nostra città per questioni personali.

Solo ai i cittadini devo i miei più forti ringraziamenti, anche a quelli del centro sinistra che mi hanno sostenuto in massa, non sicuramente alla segreteria del Pd e a Falà – incapaci di rappresentare il popolo del PD – al quale restituisco l’accusa di essere un ipocrita.

Concordo con il consigliere Falà quando ammette che è stato il PD (meglio dire la segreteria) a innescare una lotta senza quartiere, un tutti contro tutti che poi non hanno saputo gestire.

Peccato che non abbia compreso la lezione visto che nella sua analisi mi descrive come una persona astiosa, rancorosa e che agisce con disprezzo. Per queste accuse non intendo replicare, ci hanno già pensato i cittadini con il voto. Ma questo suo ennesimo comportamento la dice lunga sulle capacità politiche di questo giovane consigliere che dimostra di non essere ancora idoneo a rappresentare il futuro del partito a livello locale.

Un’ultima battuta sulle brutte parole che Falà continua a scrivere su Gianni Aquili (ex amministratore verso il quale mi considero uno scolaro). Suggerisco al giovane consigliere di portare più rispetto per questa persona e di avanzare critiche quando avrà realizzato solo un centesimo delle opere che ha compiuto Gianni per la nostra città.

Damiano Costantini

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