A Chiaravalle Rifondazione Comunista sostiene Bianchini e la segreteria del Pd.

Pubblico un interessante commento redatto da Maurizio Quercetti, ex dirigente di Rifondazione Comunista. Una analisi lucida che dimostra quanto la politica ed i partiti siano lontani dagli interessi dei cittadini.

“SE E’ AMORE DI VERITA’ … ALLORA C’E’ UN’ALTRA VERITA’
Un mio commento ad un comunicato del PRC di Chiaravalle uscito oggi … non potevo esimermi in ogni caso la chiudo qui …

Il Circolo di Rifondazione Comunista di Chiaravalle in un volantino/comunicato dal titolo “per amore di verità” annuncia la sua partecipazione alla elezioni amministrative chiaravallesi e lo fa presentandosi come “sponda sicura” per chi vuole costruire un alternativa “allo stato di cose presenti” e cioè, di fatto, all’attuale amministrazione Costantini.
Lo dico con amarezza da ex dirigente di Rifondazione Comunista, è una scelta di campo, una posizione che non condivido, maturata tra l’altro in un pezzo maggioritario di quel partito ben prima degli infruttuosi contatti programmatici ai quali si fa riferimento nel volantino.
Una scelta motivata, a mio parere, più da acredine, personalismi, scarso contatto con la realtà, che da una valutazione oggettiva dello stato di cose presente. Un “modus operandi” quello dell’attuale gruppo dirigente del PRC con il quale scientificamente si è voluto rompere ogni ponte che portasse a realizzare o quantomeno a verificare , in questa fase politica cosi delicata e complessa, le condizioni e le possibilità di costruire, attorno a forze e personalità di una sinistra diffusa, un alleanza civica, sufficientemente vasta e plurale, portatrice di istanze di cambiamento in linea con la storia di questa città.
Di fronte a un quadro nazionale devastante che impietosamente ha messo in luce lo stato comatoso della sinistra, tutta e purtroppo senza eccezioni, continuo a credere che invece quella di un confronto senza pregiudizi e di un alleanza sul fare per costruire presupposti di futuro era per Rifondazione, a Chiaravalle, l’unica e obbligata strada da percorrere tenendo conto che in questa città, negli ultimi anni e mesi ci sono stati evidenti novità e cambiamenti, a partire dallo sfaldamento delle vecchie e deleterie alleanze che, solo chi accecato da rancore, non può non vedere come frutti della positiva esperienza dell’Amministrazione Costantini.
Come dicevo sono scelte e modi di agire quelli di Rifondazione che vengono da lontano e dalle quali trae le motivazioni la mia sofferta decisione di dimissioni dagli organismi di quel circolo maturata già nell’autunno dello scorso anno.
Ho una lunga esperienza amministrativa alle spalle e un età tali da consentirmi una valutazione abbastanza equilibrata e oggettiva, sulle difficoltà, sulle criticità, sui compromessi a volte necessari e, soprattutto sulla validità dei risultati conseguiti. Do atto a Costantini e parlo di cose concrete, di capacità e competenza, doti già rare di questi tempi, ma soprattutto di coerenza nella difesa, non parolaia ma concreta, dei valori fondanti di una vera democrazia partecipata: onesta, trasparenza, difesa dei beni comuni a partire dal territorio e dall’ambiente.
Certo… forse, come in ogni cosa e ogni esperienza …. si poteva anche fare di più.
Ma è dato inequivocabile che, in un sistema elettorale come quello che regola l’elezione del sindaco a Chiaravalle, un eventuale lista di Rifondazione, con scarsissime probabilità tra l’altro di eleggere consiglieri, rappresenta di fatto un aiuto a chi punta al ritorno al passato, un aiuto in primo luogo al PD plasticamente rappresentato in questo obiettivo dal suo candidato sindaco. Un aiuto di fatto al peggio del peggio che per storia e vita personale non può avere il mio supporto!
Per tanti motivi che vanno ben oltre le misere valutazioni di queste righe ritengo l’attuale posizione del PRC Charavallese caratterizzata da un settarismo politicamente immotivato e incoerente con un percorso di costruzione del bene comune che, a parole di dichiara di voler perseguire.
Non risiedo a Chiaravalle e quindi non votero il 10 giugno ma se avessi potuto farlo non avrei avuto dubbi sulla mia scelta di campo.

Maurizio Quercetti”