Quando si lancia la sfiducia e si nasconde la mano

Quando si lancia la sfiducia e si nasconde la mano

Una pietra lanciata fa rumore. Inutile che poi si corra a coprirla con una coperta.
Eppure, quanto a repentine ed improbabili ammantature, alcuni esponenti della locale segreteria Pd (Brandoni Giovanni, Rocchetti Ivano, Baldelli Mara, Falà Jacopo) e del gruppo consiliare Pd sembrano proprio essere dei maestri.

Un esempio eclatante. Votare contro una mozione della propria maggioranza non è togliere la fiducia politica? Votare a favore di una mozione dell’opposizione proposta contro l’operato del Sindaco non è togliere la fiducia politica?
Lasciare l’aula prima del voto, evitando di appoggiare il Sindaco per non creare rotture con la propria segreteria di riferimento non è togliere la fiducia politica?

Ma no, il segretario del PD Brandoni da me sconfitto alle primarie del 2013, come oggi leggiamo sul Corriere Adriatico, dichiara di aver sempre sostenuto il Sindaco Costantini. Come dire: “lanciamo la sfiducia e poi ritiriamo la mano, tanto i cittadini si bevono tutto”.
A me, che attribuisco ai cittadini molta più lungimiranza e abilità nel discernere, sembra che non passerà inosservata l’ennesima mossa di una segreteria Pd cittadina che manovra per mettere i bastoni tra le ruote.

Dire che il governo di Chiaravalle è solido e resistente -quando mai lo è stato-, è mentire spudoratamente ai cittadini, nel mentre che si impugnano i coltelli per tagliare gli ancoraggi di questa amministrazione. Quattro anni in cui il Sindaco è stato “colpevole” di anteporre le logiche comunitarie a quelle partitiche, sostenendo l’autonomia di tutti gli amministratori eletti dai cittadini rispetto ai partiti e di non aver accettato alcune scelte della segreteria PD in materia di urbanistica, soprattutto la costruzione del supermercato nell’area ex Cral a pochi metri dal monastero (il male di tutti i mali).

Con questa sfiducia politica che è scaturita dallo scorso Consiglio Comunale, inoltre, si suggella e si palesa quell’accordo politico tra la segreteria del PD ed il gruppo Siamo Chiaravalle (cioè coloro che in precedenza facevano parte di quel gruppo politico che di fatto ha portato alla caduta l’amministrazione Montali).
In questi giorni centinaia di persone mi hanno fermato invitandomi a non mollare.
E non è mia intenzione mollare, non è mia intenzione dimettermi. Certo, non mi diverto ad ammettere che sono stato privato della fiducia politica, ma non è assolutamente mia intenzione abbandonare il paese che guido con orgoglio, paventando lo spettro del commissariamento.

Ci sono troppi investimenti da realizzare, milioni di euro di lavori che si aggiungono a quelli già realizzati. Se parlo di rischi per il Comune è perché questi sono concreti, possibili, e non dipendono da me, ma da chi lavora per togliermi certezze.

State tranquilli, però, io non mollo. Se la segreteria del PD che ufficialmente mi ha tolto la fiducia politica vorrà mandare a casa questo Sindaco e quindi aprire la fase del commissariamento, dovrà trovare il coraggio e, soprattutto, i numeri in Consiglio Comunale per approvare una mozione di sfiducia, assumendosene tutte le responsabilità dinnanzi ai cittadini. E soprattutto dovrà trovare il consenso degli altri consiglieri del PD (Amicucci, Favi, Gini, Mosconi e Chiappa) che appoggiano il progetto Chiaravalle Bene Comune, il Sindaco e soprattutto si impegnano per tutelare gli interessi dei cittadini, con la propria testa, senza condizionamenti e pressioni della loro segreteria.

In ultimo, dispiace che l’Assessore Frullini non abbia votato a favore del Sindaco, lui che è legato al sottoscritto da un rapporto fiduciario essendo, come Assessore, un mio stretto collaboratore. E pensare che solo pochi mesi fa gli ho riconfermato la fiducia, pur sapendo che i Consiglieri di maggioranza, anche del suo stesso gruppo PD, mi avevano chiesto di ritirargli le deleghe a causa del suo operato. Prendo atto che l’Assessore non ha più fiducia nel suo Sindaco e cioè nella persona che lo ha nominato Assessore, motivo per cui ora mi attendo dallo stesso un atto di responsabilità politica nei confronti dei cittadini conseguente alle sue scelte.

Damiano Costantini