Modifica al PRG: ulteriore riflessione da parte di Aquili

A seguito dell’interesse mostrato dai tanti lettori di questo blog e altre testate (online e non) sulla questione della modifica al PRG, mi sembra doveroso pubblicare l’ulteriore risposta che il Sig. Gianni Aquili mi ha fatto pervenire.
Che sia per tutti un momento di riflessione e spunto.
Buona lettura
Damiano

Caro sig. Sindaco Costantini,
Ho letto su “Vivere jesi” il tuo intervento riguardo il mio scritto su via Verdi e caselli autostradali, ti ringrazio per l’attenzione, per le risposte ed in particolare per le problematiche sollevate. Come sai, ma per rispetto di chi legge, durante la campagna per le primarie per il candidato a sindaco di “Chiaravalle bene comune” essendo iscritto dall’ 8 maggio 2012 a fine 2013 ho votato e fatto propaganda per il candidato PD Dott. Giovanni Brandoni. E come ho avuto modo di dirti alcune dichiarazioni tue, in quel contesto, non mi sono piaciute e le ho criticate. Debbo riconoscere che da una decina di anni da quando ci siamo incontrati, ti hanno sempre interessato le vicende urbanistiche di Chiaravalle. Avevi ed hai come vedo dalle tue prese di posizione, molto interesse, passione e competenza su questi temi.

Se posso darti un consiglio, vai avanti, andate avanti insieme ai tuoi giovani amministratori su questa strada. Secondo me oggi c’è più possibilità di gestire una nuova urbanistica in quanto il boom edilizio si è sgonfiato e non sarà più come prima, quando c’era necessità di case e la speculazione e la rendita non volevano piani urbanistici ancorati alle effettive necessità abitative. Se confronto le previsioni decennali della Variante specifica del 1974 (arch. Pompei- Bonomi) e lo sviluppo demografico ed abitativo a cui siamo giunti 40 anni dopo ci dimostra che quella Variante aveva avuto lungimiranza basata su dati certi e scientificamente attendibili, e conseguenti scelte progettuali e politiche. Ha dimostrato che non c’era necessità alcuna di gonfiare le previsioni, come poi si è fatto con il nuovo Piano Regolatore . Ma come scrivi c’è chi ancora non vuole capire la lezione non solo dei numeri, ma di una nuova politica urbanistica. Girano ancora maneggioni che trovano appoggio in alcune figure istituzionali, tecniche e amministrative, passività in altre e diniego in alcuni, per continuare come se nulla fosse. Sulla vicenda del terreno agricolo in zona Gabella. Credo di essere stato tra i pochissimi che ha condiviso e sostenuto la tua decisione per impedire la modifica del PRG dicendo che la politica delle promesse di nuove industrie in cambio di modifiche dei terreni da agricoli a industriali e commerciali, non ha portato occupazione, come si vede dai capannoni vuoti e dalla disoccupazione, ma soltanto benefici alla speculazione. Come vedo non c’è solo la Gabella, ma anche Grancetta, e altri casi ancora. Quando ero assessore i vertici provinciali del PCI non volevano che approvassimo la Variante specifica del 1974. In quella riunione l’arch. Stefano Pompei disse: “cari compagni, visto che dall’orecchio non ci sentite, tra mezz’ora prendo il rapido per Roma e vado a parlare con Berlinguer”. Squagliamento generale, la Variante fu approvata e poi abbiamo visto i suoi ottimi risultati. Berlinguer della “questione morale” non c’è più, purtroppo oggi tocca alla Magistratura supplire. Caro sindaco colgo l’occasione di ringraziarti per avermi fatto capire attraverso i tuoi scritti, dichiarazioni e atti amministrativi i contenuti della vicenda ex Cral e poi della trattativa di cedere alla parrocchia gran parte del chiostro in cambio di un orto della stessa, una scelta incomprensibile è il minimo che posso dire. Spero che la questione possa essere recuperata. Se può esserti di aiuto a te ed ai tuoi giovani consiglieri e assessori, la settimana scorsa il presidente dell’Anci regionale , il sindaco di Senigallia, al convegno indetto dalla regione ha dichiarato: mai più consumo di suolo! E poi ad Ancona un incontro per la difesa del territorio e del paesaggio (in Italia mancano 50 milioni di ettari per soddisfare l’alimentazione nostra), l’assessore Urbinati di Ancona, in rappresentanza del sindaco hanno stabilito nella “agenda urbana” che non verrà più sottratto un mq. di terreno agricolo per la cementificazione. In attesa che la regione cambi la sua legge, fate bene come amministrazione comunale a portare avanti il progetto per una “Chiaravalle più bella” che è poi la realizzazione del programma “Chiaravalle bene comune”, sul quale vi abbiamo votato ed abbiamo vinto. Condivido un progetto partecipativo, consapevole, critico ed allo stesso tempo propositivo, non solo si trasforma la città e il suo modo di ospitare i cittadini, ma fare di questi i protagonisti dello stare insieme della comunità. Con questi intenti un nuovo strumento urbanistico darà la botta finale alle pretese della speculazione, ma favorirà nuove occasioni di lavoro per il recupero e la trasformazione dell’esistente sollecitando curiosità, impegno, creatività, impegnando forze sane in diversi settori. All’articolo di oggi su “Viverejesi” del circolo della Rifondazione comunista, dico che è finito il tempo “di abbaiare alla luna” e credo che su questo il compagno Favilla avrebbe convenuto, perché come ha riconosciuto in un suo articolo Giuliano Brandoni, il sindaco Costantini si era impegnato e poi ha concretizzato di portare in una discussione aperta nella commissione urbanistica la questione Fintecna E come potrete constatare dai successivi atti di governo (aree bianche) e non solo, che questa amministrazione é in ascolto e in operatività fattiva, senza folgoramenti, ma in simbiosi tra analisi dell’esistente e cambiamenti conseguentemente necessari. Credo che sia sempre valido ciò che scrisse anni fa un grande urbanista; Edoardo Salzano: ” Il ragionamento e il lavoro sugli standard strettamente s’intrecciano con quelli della pianificazione e gestione del territorio, di cui costituiscono un aspetto determinante. In effetti, uno dei -parametri- per valutare la sostanza politica di un piano urbanistico è indubbiamente costituito dal rapporto tra spazi pubblici e spazi privati: in altri termini, tra le aree destinate agli usi della collettività in quanto tale, acquisibili dall’ente pubblico, e le aree lasciate alle destinazioni, alle utilizzazioni (e alle proprietà) private. E’ intorno a questo rapporto che si sono combattute memorabili battaglie; é sull’entità di questo rapporto che si sono misurate la volontà progressiva e democratica e l’indipendenza dagli interessi della speculazione delle amministrazioni comunali; è nel modo in cui questo rapporto si è trasformato, da astratto disegno, a concreto possesso e uso, che si è verificata la capacità realizzatrice degli eletti del popolo.” Con le scelte che compimmo con la Variante del 1974, riuscimmo a dotare la città di aree per il verde, i servizi, lo sport portandoli al livello minimo di 18 metri quadri per abitante. Vedo che con la delibera sulle aree bianche, applicando il nostro programma elettorale avete tolto dai terreni agricoli l’edificabilità pari a 15 volte il parco Salvador Allende, la battaglia citata da Salzano continua, io ci sto, avanti così e buon lavoro e soprattutto nel fuoco di questa sfida prepariamo i nuovi amministratori eletti a divenire protagonisti di un futuro migliore e più bello insieme a tutti i chiaravallesi.
Gianni AQUILI
Chiaravalle 19 Novembre 2015