Nessun flop sul Chiostro, replica al Corriere Adriatico

Sono costretto a replicare, mio malgrado, all’articolo uscito sul Corriere Adriatico in data 9 giugno 2015, in base al quale il ritrovamento dei reperti archeologici sotto al chiostro abbaziale sarebbe un flop. Non è costume del sottoscritto e dell’amministrazione Comunale gridare ai quattro venti notizie false e mai è stato fatto. Posso affermare che i reperti ritrovati hanno invece notevole rilevanza storica per Chiaravalle e a breve comunicheremo alla cittadinanza i risultati ufficiali dell’indagine. Non so dove il Corriere Adriatico abbia acquisito queste informazioni visto che ancora la relazione della Soprintentenza archeologica non è pervenuta a questo ufficio in forma ufficiale. Da una parte abbiamo un articolo che riporta il sentito dire, usando sempre verbi al condizionale; dall’altra l’Amministrazione Comunale che ha contatti giornalieri diretti con la Soprintendenza e con i tecnici di cantiere, i quali mi descrivono una situazione completamente opposta a quella riportata dal Corriere Adriatico. Nell’articolo appare fuori luogo ogni richiamo al progetto “Comunità accogliente” portato avanti dalla Parrocchia. Non comprendo che nesso ci sia tra questa progettualità e i reperti ritrovati all’interno del chiostro. La cessione per 99 anni, avvenuta nel 2010, del diritto di superficie su parte del monastero (a favore della Parrocchia per la realizzazione del suddetto progetto in cambio del cd. “orto del prete”) è una questione che riguarda la Procura della Repubblica di Ancona e sicuramente non la Soprintendenza archeologica. Mentre nel cd. campo dei preti, all’interno del nuovo campetto, verranno realizzate attività sportive per scelta specifica dell’Amministrazione Comunale, sotto il controllo dell’ente. Qui l’unico flop presente è quello contenuto nell’articolo. Damiano Costantini