Una risposta chiara in difesa del centro storico

Giovedi scorso si è riunita la Commissione Urbanistica per discutere dell’ennesimo progetto sull’area ex Cral presentato dalla ditta Servizi srl. Un progetto che prevede ancora una volta la realizzazione di un supermercato (1500 mq. x circa 7 ml. di altezza) la cui estensione si protrae dall’ex bocciodromo sino all’ex campo da tennis; viene prevista altresì un’ulteriore struttura commerciale dislocata sull’intero ex cinema e un parcheggio per la quasi totalità dell’area verde con accesso carrabile presso l’ex ristorante che verrebbe abbattuto.

Questo progetto che è stato presentato in forza ad un pessimo piano di recupero particolareggiato del centro storico, già adottato nell’ottobre del 2012 e approvato poi nel marzo 2013. Un piano che fornisce al proprietario dell’area la possibilità di edificare oltre 15 mila mc da destinare a molteplici destinazioni d’uso, soprattutto quella commerciale per l’intera superficie. Un piano che tutto è tranne che un piano particolareggiato ed esecutivo del piano regolatore; uno strumento urbanistico che annulla ogni decisione politica progettuale a questa Amministrazione stante la deliberazione già adottata.

Infatti, eventuali limitazioni alle costruzione del supermercato sostenute da motivazioni di opportunità politica dovevano essere avanzate antecedentemente all’adozione e all’approvazione del medesimo Piano.

Il progetto ancora una volta non mi è piaciuto. Si prevede un’unica destinazione commerciale per l’intera cubatura, la creazione di una strada per il transito di automezzi di grandi dimensioni sull’orto parrocchiale a pochi metri dal convento abaziale dove, ultimamente, sono stati portati alla luce alcuni manufatti sulla cui origine e sulla cui estensione stanno lavorando congiuntamente la Soprintendenza dei Beni Architettonici e la Soprintendenza archeologica. Un progetto che prevede l’abbattimento di piante protette, che annulla ogni visuale prospettica verso il palazzo settecentesco posto nel retro del convento, che elimina per la quasi totalità ogni spazio verde a favore dei parcheggi per le auto.

Un progetto che viola, a parere del sottoscritto, numerose norme e si pone in contrasto con il PRG e con gli orientamenti della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche. Tutte perplessità che sono state personalmente da me sollevate in Commissione e sulle quali ho invitato il Funzionario comunale ad attivarsi per verificare la legittimità delle richieste anche attraverso esperti del settore. Un supermercato che sarebbe giustificato nel contesto storico più importante della città, in base alle dichiarazioni esplicitate in Commissione da un tecnico della Servizi srl e dalla proprietà, stante il degrado in cui riversa l’area. Ed è paradossale che chi sta attuando il degrado di quell’area tenendo non curato il verde, gli alberi e non prevedendo la manutenzione delle strutture, trovi come giustificazione per la realizzazione del supermercato proprio il degrado che la proprietà stessa sta perpetrando.

L'area in questione vista dall'alto
L’area in questione vista dall’alto
Ecco allora che c’è bisogno di fare chiarezza. C’è la necessità di comprendere giuridicamente la portata del Piano e delle eccezioni sollevate dal sottoscritto in Commissione, verificare in termini di diritto la clausola della cd. delocalizzazione (e cioè il trasferimento della potenzialità edificatoria di 15 mila mc comunque concessa dal Piano in un’altra zona di Chiaravalle) con conseguente modifica della destinazione urbanistica, da commerciale a finalità pubblica, dell’intera area ex Cral, controllare il rispetto degli standard urbanistici nell’intera area omogenea A2 prevista dal PRG, controllare l’eventuale lesione dei diritti del Comune di Chiaravalle nella cessione tra Fintecna e Servizi srl.

C’è inoltre bisogno di fare chiarezza su altre questioni sollevate in Commissione Urbanistica direttamente dai proprietari della Servizi srl e che ultimamente sono riprodotte in numerosi blog, giornali e social network. La proprietà parla di accordi, di una progettualità congiunta con l’Ente, di trattative con varie aziende leader nella costruzione di supermercati.

Per difetto di competenza non mi interessano questi aspetti avvenuti precedentemente alla mia nomina. C’è la Magistratura che sta indagando su questi fatti. Mi interessa invece l’asserzione della proprietà allorquando pubblicamente in Commissione dichiara che da parte di un politico locale (non nominato) gli è stato proposto ultimamente la costruzione del supermercato sulla scuola di via Leopardi in permuta dell’area ex Cral. Vecchi modi di fare politica, vecchi modi di tutelare i propri interessi.

Al fine di evitare sin da subito ogni speculazione politica basata su questi annunci, il sottoscritto comunica a tutti i cittadini, compreso l’eventuale politico locale, che la SCUOLA NON SI TOCCA! Tra l’altro il Comune di Chiaravalle è risultato aggiudicatario di un finanziamento a fondo perduto di 337 mila euro per la messa a norma dal punto di vista sismico di un plesso della suddetta scuola nonché sta acquisendo un mutuo a tasso zero per la sistemazione della palestra di via Leopardi.

Qualcuno nei mesi scorsi ha detto che persone vicine al sottoscritto avrebbero chiuso un occhio pur di vedere risanata un’area importante della città anche attraverso un supermercato. I fatti, e non le parole, dicono però il contrario. Il Sindaco e tutta la sua maggioranza (Chiaravalle Bene Comune) sta cercando di salvaguardare quell’area da grandi costruzioni commerciali previste nel Piano, politicamente permesse con troppa fretta proprio da chi ha preferito chiuderli entrambi.

Certo, se il Piano non fosse stato adottato e approvato sarebbe stato molto più facile per questa Amministrazione destinare l’area a finalità istituzionali, culturali e sociali, ma questa è un’altra storia…

Damiano Costantini

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