Lo strano concetto di legalità del Sig. D’Ascanio

Non è mio costume replicare alle fantasiose accuse sulla legalità che da alcuni giorni il sig. D’Ascanio, coordinatore locale Forza Italia, avanza nei miei confronti, stante la pochezza delle argomentazioni avanzate e lo spessore personale del personaggio.

Tra le tante fandonie che ultimamente il sig. D’Ascanio romanza pubblicamente su di me c’è la mancata partecipazione a dibattiti dallo stesso organizzato sulla legalità, dibattito di cui non ho mai ricevuto invito (tra l’altro disertato da chiunque). Egli parla anche di una mancata solidarietà ai vigili urbani che in queste settimane hanno subito delle aggressioni nell’esercizio delle loro funzioni, affermazione non veritiera come dimostra anche un mio recente post.

Quando si parla di legalità, soprattutto quando ci si pone come esempio nei confronti degli altri, occorre sempre guardarsi allo specchio.
Il sottoscritto non ha mai subito una sentenza penale di condanna (temporanea o definitiva) e ha sempre pagato, doverosamente, le proprie sanzioni al codice della strada alla stregua di ogni cittadino, ha sempre pagato le tasse e ha sempre corrisposto nei termini il corrispettivo al Comune di Chiaravalle per i servizi offerti dall’Amministrazione Comunale.

Lei sig. D’Ascanio, mi dica, ha sempre tenuto la mia stessa condotta?
L’ultima trovata del sig. D’Ascanio, a corto di motivazioni politiche serie con le quali attaccare il Sindaco e questa Amministrazione, riguarda il fittizio mancato pagamento del ticket della mia auto nella giornata di sabato 28 marzo. Per questo fatto, addirittura, sono stato accusato di perpetrare la micro illegalità, di essere un pessimo esempio di rispetto delle regole, di essere legalitario a giorni alterni e di essere un abusivo.

Peccato che sia lo stesso D’Ascanio, venendo meno ad ogni senso logico, a confermare il contrario riconoscendo il pagamento. Il sottoscritto ha pagato un ticket di 2 euro per la sosta senza che nessuno lo abbia avvertito. E per queste diffamazioni, previa querela, il sig. D’Ascanio ne risponderà personalmente presso le sedi giudiziarie competenti.

Infine, quando il sig. D’Ascanio mi accusa di “parlare con i pochi intimi dell’ultima partita della Biagio” rispondo con le parole scritte dal nostro grande mister, il prof. Fenucci, in un precedente articolo dal titolo “D’Ascanio ovvero il vuoto pneumatico”: “il signor Andrea D’Ascanio non ha timore di coprirsi di ridicolo e di dimostrare ancora una volta la pochezza delle sue idee in compenso parecchio confuse”

Damiano Costantini